lunedì 4 maggio 2015

In tv con #DonnaModernaLive!

Qualche post fa vi parlavo di progetti nuovi e di tanto tempo passato in cucina. 
Non avevo specificato che a farmi compagnia, tra fornelli accesi e forno caldo, c’erano anche luci da set e un paio di telecamere sempre accese!
Ci siamo: oggi alle 19.45 su La 5 parte “Donna Moderna Live” un nuovo programma (per la precisione un lifestyle show) che porta in tv i contenuti del settimanale Donna Moderna che, sono sicura, conoscete anche voi. Conduce Lucilla Agosti e insieme a lei parleremo di moda, bellezza, cucina, arredamento, maternità, con un taglio moderno e raccontando le storie vere di donne normali, donne moderne per l'appunto.

E io? Beh, io ci sarò in veste di food coach! Cercherò di rispondere ai piccoli dubbi amletici che tutti, prima o poi, ci siamo posti in cucina e lo farò mettendomi all’opera. Niente teorie complicate ma le mani (letteralmente) in pasta: mi vedrete impastare, friggere, mescolare, assaggiare. 
Il tutto…. dalla cucina di casa mia!

sabato 2 maggio 2015

Centrifughe, influenze e pensieri di stagione

Prima o poi doveva succedere. Tira, tira e alla fine la corda cede (scaramanticamente preferisco evitare di pensare che si spezzi). Ho lavorato intensamente in quest’ultimo periodo, ma forse non più del solito, anzi trovo che quando si è alle prese con stimoli nuovi, nuove sfide, si tenda a sentire meno la fatica, a metabolizzare con estrema facilità gli extra che ci imponiamo. In certi picchi c’è così tanta adrenalina che basta lei a farci alzare a molla la mattina, a farci correre durante la giornata e a spingerci a dedicare ogni sera buoni venti minuti per pulizia del viso, creme e lozioni (l’adrenalina e una buona dose di spirito di mantenimento…).

Forse quello che più fiacca, e che nel mio caso debilita profondamente, è la tensione che viene da altro. Una persona cara che non sta bene, un battibecco non risolto, le febbri dei piccoli, le incertezze che minano desideri e progetti, le preoccupazioni negli occhi di chi amiamo. Piccoli elementi che cerco di ignorare o di farmi scivolare addosso ma da qualche parte si aggrappano e restano lì, silenti. 
A 34 anni non sono ancora brava nell’arte dell’impassibilità, anzi il mio stomaco che si contorce è il più efficace promemoria dei miei problemi, piccoli o grandi che siano. Dovrei ascoltarlo di più, respirare meglio e andare avanti sforzandomi di essere più leggera, per lo meno quando si può (e nella maggior parte dei casi si può, sono io che ingigantisco).
Poi ci sono fattori oggettivi di turbamento dell’equilibrio, tipo i virus che puntuali bussano alla porta di casa sottoforma di minichef, malato almeno una volta al mese, e a quelli è difficile resistere.

lunedì 13 aprile 2015

La semplicità di una torta tutta verde, 5 anni dopo.

Mai come in questo periodo trascorro le mie giornate in cucina. Da sola, per lo più, con la radio sempre accesa a tenermi compagnia e il cellulare che m’interrompe con l’sms di un’amica o con uno dei millemila messaggi quotidiani del gruppo famiglia che regala inaspettate perle di umorismo e saggezza a qualsiasi ora (chi l’avrebbe mai detto che nel 2015 avrei scoperto la vena comica di fratelli e genitori…).

Impasto, affetto, mescolo, appunto ingredienti, dosi e tempi su foglietti volanti che sono lo specchio fedele dei miei esperimenti. Alcuni lineari e dai pochi tratti decisi, altri pieni di asterischi, aggiunte e note. Sto leggendo tanto, studiando e provando. Ho un nuovo progetto in lavorazione (chi mi segue anche su instagram e facebook ha già potuto sbirciare dietro le quinte) di cui prestissimo potrò raccontarvi i dettagli e non vedo l’ora di condividere questa piccola gioia che nasce proprio su questa pagina, tra queste righe.

martedì 24 marzo 2015

Tarte tatin di finocchi al timo, l'onda verde continua

Mio padre afferma con decisione (e con tono vagamente da presa in giro) che presto mi trasformerò in una capra. Talvolta estende questa sua perentoria frase anche agli altri componenti della famiglia, raggiungendo i toni tipici del nonno-disperato-che-vede-l’amato-nipote-ingiustamente-vessato con “vorrai mica trasformare minichef in un vegetariano”?

Dite che forse ho esagerato con le verdure? In effetti ultimamente ci stiamo specializzando in pasti vari e variopinti a base di vegetali di ogni tipo, principalmente per contrastare gli effetti nefasti della mensa scolastica. Fatto sta che da qualche tempo se devo immaginare cosa portare in tavola, ma anche pensare a ricette per il blog o per altri lavori che richiedono le mani in pasta mi viene spontaneo partire proprio da broccoletti, patate, cicorino e chi più ne ha più ne metta.

giovedì 12 marzo 2015

Insalata di broccoletti e carote con semi di chia e vinaigrette all'arancia

Ai miei tempi non esisteva ma, in quest’epoca di genitori eccessivamente apprensivi, intolleranze alimentari e fobie uniformemente sparse tra la popolazione mondiale, pare che una scuola che si rispetti non sia tale senza un comitato mensa (o commissione mensa, immagino che la differente denominazione dipenda dal grado di fiscalità e severità della commissione stessa). 

Prima notiziona: lo chef è stato inserito di forza nel comitato mensa della scuola di minichef che, come forse ricorderete, non brilla per una proposta gastronomica sopraffina (ne parlavo qui). 

Seconda notiziona: lo chef è ancora vivo e vegeto nonostante la convivenza nel suddetto comitato con assortiti esemplari di mamme. Ci sono le logorroiche, che intasano mail e chat whatsapp con messaggi a tutte le ore del giorno e della notte, ci sono le dirigenziali che prendono in mano le redini del problema con una verve che neanche un consiglio di stato. 

Ne ho sentite di peggio eh, la mia amica Francesca ha l’immensa fortuna di avere incontrato sul suo cammino i genitori reductariani. No, voi non volete sapere davvero chi sono i reductariani, perché poi vi chiedereste che mente perversa ha pensato di coniare una tale definizione e rimarreste senza risposta e senza più certezze nella vita.

giovedì 5 marzo 2015

Cose di Febbraio

Veloce e denso. Così è stato febbraio, senza che lo avessi pianificato e senza che avessi il tempo di fermarmi un attimo a prendere fiato. Con l’inizio di marzo però i ritmi si sono tranquillizzati ed eccomi qui.
Per prima cosa vorrei ringraziare tutti voi che dopo la pubblicazione del post del Coq au Vin mi avete scritto, messaggiato, commentato, con parole piene di affetto e incoraggiamento. Fa sempre piacere, grazie di cuore.

giovedì 26 febbraio 2015

Quattro

Prima di venerdì scorso, quattro anni erano solo quattro anni.
Prima di allora, il numero quattro era piccolo, pari, il perfetto multiplo di due.
Ma venerdì scorso era il tuo compleanno e inaspettatamente mi hai fatto osservare quel numero in maniera differente.

Solo quattro anni ma sei una persona fatta e finita (oddio speriamo che ci siano ancora dei margini di malleabilità altrimenti vacci a convivere con un testone come te…). È tempo della prima bicicletta con i pedali, rossa fiammante come la desideravi tu e che i nonni con l’aiuto di papà hanno fatto materializzare per il tuo compleanno. Adesso te ne vai in giro spavaldo sul tuo bolide, per poi tirare fuori un’inaspettata tenerezza quando timoroso cerchi la mia mano perché non sei ancora padrone dei freni.