giovedì 25 giugno 2015

Una pizza per l'estate (con verdure e burrata)

Buona estate minichef,
oggi finisce la scuola e da domani sarà vacanza, mare, estate.

Saranno risvegli meno concitati la mattina che mi regaleranno il tempo per stare un attimo in più a guardarti mentre dormi, sorprendendomi sempre per l'enorme spazio che le tue gambe lunghe occupano nel letto e per i piedoni, che lasci ciondolare fuori dalle lenzuola.
Potrò svegliarti io, rubando qualche mattina lo scettro della colazione al tuo daddy, giusto per deliziarmi con le tue guanciotte, morbide ancora come quando eri piccolissimo.
Avremo una lunga estate insieme noi due, dato che questo 2015 intenso ci ha leggermente scombinato i piani ma noi due - noi tre - sapremo organizzarci lo stesso.

Sarà Sicilia, saranno giornate con i nonni e tu hai iniziato già a contare i giorni che mancano alla partenza, a chiedermi tutte le sere “domani andiamo a Palermo?”, a scuola hai giocato all’aereo e portato i tuoi compagni giù giù, fino in Sicilia. Mantieni quest’entusiasmo, coltiva quest’amore, questa fascinazione e ricordamela tutte le volte che mi sentirai distante dalla mia terra o triste, o annoiata.

lunedì 22 giugno 2015

Di che gusto sei? #MapYourTaste


Ho sempre saputo di non essere una tipa dolce, al ristorante sono quella che rinuncia facilmente al dessert pur di non saltare l’antipasto e alla domanda “se fossi un cibo, quale saresti?” (inesorabilmente presente in tutte le interviste alle quali mi è capitato di rispondere) l’indecisione dura poco e solitamente mi trovo a scegliere tra una pizza e un piatto di pasta, tutta una questione di carboidrati insomma. Sono una donna salata e ho sempre attribuito questa predilezione alle origini siciliane che, nonostante la ricca tradizione dolciaria isolana, in me hanno lasciato indelebile l’amore per la rosticceria. Datemi un calzone, una pizzetta, un’arancina e mi renderete felice.

In realtà non mi sono mai chiesta più di tanto cosa potesse significare e non ho mai esplorato le precise sfumature verso cui le mie papille gustative mi conducono. Fino a quando, qualche settimana fa, sono stata invitata da Friends of Glass a Expo 2015 per una serata internazionale tutta dedicata al gusto, durante la quale si è parlato molto dell’importanza del sapore di cibi e bevande, della corretta conservazione dei cibi e di come questa influisca sulla salute. 
Proprio in quell’occasione ho risposto al test “Di che gusto sei?”, poche domande su cibi e bevande per scoprire che io, convinta di essere un “Salato”, ho in realtà un profilo “Aspro”.

mercoledì 17 giugno 2015

Merende di Giugno: crostoni con erbette e briciole di salsiccia

Giugno è un mese strano, lo penso da sempre ma specialmente da quando sono mamma. Le settimane che ci separano dalle vere vacanze e dalle atmosfere pienamente estive sono ancora numerose ma è come se nell’aria ci fosse già qualcosa che sa di partenze, pensieri leggeri e piedi nudi.

Sarà che con la fine delle scuole le strade si popolano di ragazze in sandali e gonne fiorite, saranno i costumi che ammiccano dalle vetrine o il grande caldo che in città mette tutti ko. Più probabilmente, e più realisticamente, questo anticipo d’estate è merito dei classici pensieri da genitore, alle prese con la fine dell’asilo e le tipiche conversazioni “Tu cosa fai? Li mandi dai nonni al mare? Ah, li hai iscritti al campo estivo”.
Giugno è il mese che tira i fuori i superpoteri delle mamme che in queste settimane raffinano l’antica arte dell’equilibrismo, nella fattispecie tra il lavoro dal ritmo immutato e quella gestione dei figli fatta di oratori, sacche intercambiabili per piscina/tennis/basket, numeri di telefono sui post-it, cappellini e crema solare sui sedili dell’auto.

giovedì 11 giugno 2015

Istantanee da Expo 2015

Sono stata a Expo, a dir la verità già diverse volte, ma ho aspettato un po’ prima di scriverne. Volevo lasciar decantare le sensazioni della prima visita e confermare (o smentire) le impressioni avute nel corso della mia prima full immersion.
Una sola giornata non basta a vedere tutto, anzi credo ne servano almeno 4 o 5 per poter affermare di avere visitato buona parte dell’esposizione. Ma in fondo non è tanto la quantità che conta (quanti padiglioni visitati, quanti assaggi, quanti chilometri percorsi) quanto piuttosto gli spunti e le piccole scoperte fatte passeggiando lungo il Decumano e nei padiglioni.

La prima volta, un paio di settimane fa, sono andata con Donata grazie all’invito di smartbox. Io, lei, un cofanetto e due macchine fotografiche per fermare in jpg le impressioni di Expo. Io ne ho brutalmente approfittato per farmi fotografare un po’ ovunque, vuoi mettere il lusso di avere qualcuno che riesce a inquadrarti perfettamente invece dei miei soliti maldestri tentativi di selfie? Il mio ego ne è uscito ringalluzzito, non posso negarlo.
foto di Donata Zanotti
Il mio consiglio, se volete approfittare davvero di Expo, è di non darvi obiettivi impossibili ma solo fissarvi delle piccola priorità. Leggete qualche articolo, ne sono stati scritti infiniti su riviste e blog, pensate quale paese vorreste assolutamente visitare il primo giorno. Sceglietene 2-3 al massimo e il resto verrà da sé. Preparatevi a fare code, ve lo avranno detto in tanti ed è vero, ma normalmente scorrono e in alcuni casi già mentre aspettate ci sono pannelli che anticipano i contenuti del padiglione o piccoli spettacoli ideati proprio per intrattenere i visitatori, come nel caso del Kazakistan che ha un palco sul quale si alternano musicisti, danzatori, cantanti.

giovedì 28 maggio 2015

I biscotti del semaforo, souvenir da Berlino

48 ore a Berlino: io, lo chef e minichef in viaggio per festeggiare, con altri parenti, un importante compleanno di famiglia. Forse non le premesse ideali per un’esplorazione approfondita della città, o per un viaggio come quelli che facevamo prima di diventare genitori, fatti di lunghe visite ai musei e passeggiate senza una meta precisa con il solo scopo di esplorare una città camminandole attraverso.

Viaggiare in tre è straordinario, obbliga a mettere da parte le guide e affrontare le giornate con un altro spirito, più vincolati da un lato (perché è innegabile che la soglia di stanchezza di un bimbo di 4 anni non è quella di un adulto) ma allo stesso tempo liberi di cercare nella città nuove prospettive, di rispondere a domande che da soli non ci saremmo posti, di trasformare fatti storici e politici in un racconto decodificabile da qualcuno che al momento quei fatti non li ha ancora studiati.

lunedì 4 maggio 2015

In tv con #DonnaModernaLive!

Qualche post fa vi parlavo di progetti nuovi e di tanto tempo passato in cucina. 
Non avevo specificato che a farmi compagnia, tra fornelli accesi e forno caldo, c’erano anche luci da set e un paio di telecamere sempre accese!
Ci siamo: oggi alle 19.45 su La 5 parte “Donna Moderna Live” un nuovo programma (per la precisione un lifestyle show) che porta in tv i contenuti del settimanale Donna Moderna che, sono sicura, conoscete anche voi. Conduce Lucilla Agosti e insieme a lei parleremo di moda, bellezza, cucina, arredamento, maternità, con un taglio moderno e raccontando le storie vere di donne normali, donne moderne per l'appunto.

E io? Beh, io ci sarò in veste di food coach! Cercherò di rispondere ai piccoli dubbi amletici che tutti, prima o poi, ci siamo posti in cucina e lo farò mettendomi all’opera. Niente teorie complicate ma le mani (letteralmente) in pasta: mi vedrete impastare, friggere, mescolare, assaggiare. 
Il tutto…. dalla cucina di casa mia!

sabato 2 maggio 2015

Centrifughe, influenze e pensieri di stagione

Prima o poi doveva succedere. Tira, tira e alla fine la corda cede (scaramanticamente preferisco evitare di pensare che si spezzi). Ho lavorato intensamente in quest’ultimo periodo, ma forse non più del solito, anzi trovo che quando si è alle prese con stimoli nuovi, nuove sfide, si tenda a sentire meno la fatica, a metabolizzare con estrema facilità gli extra che ci imponiamo. In certi picchi c’è così tanta adrenalina che basta lei a farci alzare a molla la mattina, a farci correre durante la giornata e a spingerci a dedicare ogni sera buoni venti minuti per pulizia del viso, creme e lozioni (l’adrenalina e una buona dose di spirito di mantenimento…).

Forse quello che più fiacca, e che nel mio caso debilita profondamente, è la tensione che viene da altro. Una persona cara che non sta bene, un battibecco non risolto, le febbri dei piccoli, le incertezze che minano desideri e progetti, le preoccupazioni negli occhi di chi amiamo. Piccoli elementi che cerco di ignorare o di farmi scivolare addosso ma da qualche parte si aggrappano e restano lì, silenti. 
A 34 anni non sono ancora brava nell’arte dell’impassibilità, anzi il mio stomaco che si contorce è il più efficace promemoria dei miei problemi, piccoli o grandi che siano. Dovrei ascoltarlo di più, respirare meglio e andare avanti sforzandomi di essere più leggera, per lo meno quando si può (e nella maggior parte dei casi si può, sono io che ingigantisco).
Poi ci sono fattori oggettivi di turbamento dell’equilibrio, tipo i virus che puntuali bussano alla porta di casa sottoforma di minichef, malato almeno una volta al mese, e a quelli è difficile resistere.