venerdì 17 settembre 2010

Ritorno ai fornelli

Oggi ci vuole proprio un riso veloce veloce per riprendere il ritmo del blog!

La mia latitanza dal web è dovuta ad un'esplosione di "turismo amico" qui a Parigi. Tra amici, parenti e la normale vita familiare che va avanti, il tempo di cucinare e scrivere è ridotto ai minimi storici. Però mi sento un po' in colpa... soprattutto quando ho già le foto che mi aspettano!!!

Eccovi quindi un riso che è stato la cena di qualche settimana fa (due... tre? mumble, mumble non riesco a ricordare) quando mi è venuto il desiderio di un riso che non fosse né risotto, né la classica insalata estiva. Ho deciso allora di unire al riso alcuni tra i miei ingredienti preferiti ossia il salmone e lo zafferano e ne è venuto fuori un piatto unico saporito ma leggero, da mangiare tiepido o freddo il giorno dopo. Insomma, il riso giusto per mettere velocemente la cena a tavola e anche per un diverso "pranzo in tupperware" per una gita!

Riso giallo con salmone e pisellini

Ingredienti

250 gr riso

300 gr salmone fresco, spellato e tagliato a bocconcini di 1 cm ca.

300 gr pisellini (meglio se freschi, ma io ho usato quelli surgelati dato che la stagione è andata)

1 porro

1 bustina zafferano

olio evo

sale, pepe bianco

Lessare il riso in abbondante acqua salata e 5 minuti prima che sia pronto aggiungere lo zafferano che così profumerà e colorerà i chicchi. Nel frattempo mettere a stufare in 2 cucchiai di olio evo il porro tagliato a rondelle (solo la parte bianca), quando sarà morbido aggiungere i pisellini precedentemente scottati 3 minuti in acqua bollente. Aggiungere il salmone soltanto alla fine perché si cuoce veramente in pochissimo: io l'ho aggiunto un minuto prima di colare il riso. Salare, pepare e completare aggiungendo il riso e, eventualmente, un ulteriore cucchiaio di olio evo. Far saltare per qualche minuto e servire tiepido o freddo.

lunedì 30 agosto 2010

A passeggio nell'orto di Marie Antoinette

Ultime giornate di agosto, l'estate scivola via in maniera quasi inaspettata, direi quasi in punta di piedi. Non so ancora cosa mi attende (o cosa mi attendo) nell'autunno che inizierà a breve. Ciò che è certo è la voglia di approfittare di ogni singolo momento libero per fare, rifare, vedere, odorare, gustare. Voglia anche di ritornare a essere turista in una Parigi che adesso conosco abbastanza bene, mai troppo però!

Prima tappa dei miei giri turistici è stata Versailles, con il desiderio stavolta di perdersi nei giardini e cercare di soffermarsi per quanto possibile sugli angoli meno visibili. Il cielo non prometteva niente di buono ma per fortuna siamo stati risparmiati: niente pioggia e temperatura ideale per una'escursione nella natura.

Abbiamo fatto anche le visite d'ordinanza nei palazzi (quella sopra sono io che esploro le cucine del Petit Trianon dove venivano riscaldate le pietanze destinate ai banchetti privati di Marie Antoinette), ma la parte più bella è stata la lunga (lunghissima... chef?!?!) passeggiata tra fiori, piante e sentieri.

E tra le costruzioni dell'Hameau, il piccolo villaggio rurale che Marie Antoinette si fece costruire per provare i piaceri della vita contadina (?), abbiamo trovato piccoli lembi di terra coltivati a pomodori, melanzane, peperoni. Purtroppo sono più decorativi che altro, le piante - seppur curate dai giardinieri - sono lasciate crescere a dismisura e i frutti lasciati lì sui rami o destinati miseramente a cadere per terra, troppo maturi. Mi veniva quasi voglia di prendere forbici e cesto di vimini e cominciare la raccolta, chissà che parmigiana regale ne sarebbe venuta fuori!

A stemperare l'effetto "Disneyland" che sinceramente fa il villaggio ci sono i teneri animali della fattoria. La Ferme, oggi destinata ad attività didattiche per avvicinare i bambini al mondo animale, è abitata da placidi maialini, vispe caprette e asini solitari.

Dopo otto intensissime ore siamo tornati a casa, stanchi ma direi complessivamente soddisfatti. Versailles merita sempre una visita perché, anche se rimane un po' il feeling di qualcosa di artefatto o per lo meno di molto diverso da come doveva essere originariamente, ti dà davvero la possibilità di viaggiare nel tempo. Cosa che secondo me è la parte più bella del fare i turisti.

Qualche link utile

Sito ufficiale di Versailles: http://www.chateauversailles.fr/homepage

Sito della RATP, la società di trasporti dell'Ile de France (Versailles si raggiunge facilmente da Parigi con la RER C ): http://www.ratp.fr/

NB: i biglietti possono essere acquistati on line sul sito dello Château o su quello della Fnac francese, così facendo vi risparmierete una coda lunghissima alla biglietteria del castello.

giovedì 19 agosto 2010

Ferragosto in città: forno acceso e scambi culturali

Se un amico non italiano vi chiedesse qual è la tecnica migliore per preparare la pasta o il segreto per portare in tavola un buon piatto di fumanti spaghetti al pomodoro voi sicuramente rispondereste in meno di un minuto con una minima spiegazione, aggiungendo: "Guarda che cucinare la pasta è la cosa più semplice del mondo". Non mi ero mai resa conto di quanto il suddetto carboidrato faccia parte del mio DNA fino a quando sono andata a vivere all'estero e ho conosciuto persone provenienti da tutto il mondo che, ovviamente, hanno una cultura alimentare varissima e moto diversa dalla mia. La cosa bella è che il binomio piatto tipico=semplicità assoluta sembra valere un po' per tutte le cucine. Basta infatti trovare quella ricetta che ci sembra esotica e complessa e porre la domanda "Come si prepara?" a qualcuno nativo del paese in questione per scoprire la veridicità di quest’affermazione.

Il ferragosto appena trascorso credo di poterlo annoverare tra i più bizzarri in assoluto della mia vita: una media di 14-15° C. pioggia a catinelle e tutti i programmi di picnic e gite fuori porta mestamente messi in un cantuccio fino al prossimo cambio climatico. In compenso mi è venuta una voglia matta di accendere il forno. Non scherzo, in questi giorni mi aggiro pensosa e silenziosa tra dispensa e frigorifero per vedere cosa può finire al calduccio del forno. Il risultato di solito è un misto di grandi classici (come il crumble di mele nella ricetta della BBC Food, provato anche con aggiunta di lamponi o altra frutta ed è sempre buonissimo) e nuove creazioni. Alla ricerca d'ispirazione tra gli scaffali del supermercato mi sono imbattuta in una confezione di chocolate cookies e mi sono detta... perché no???

A confermare l'ipotesi di cui sopra per cui più una ricetta sembra lontana da noi, più in realtà è semplice è stata la mia amica americana C. la donna responsabile (in positivo... bien sûr) della scoperta da parte della sottoscritta di innumerevoli prelibatezze d'oltreoceano. Chocolate chip cookies? Un gioco da ragazze e non solo in senso metaforico :-)

Musica a palla, farina e gocce di cioccolato giganti sono stati gli ingredienti di un pomeriggio in cui la mia cucina è diventata come per magia una bakery 100% USA.

E che soddisfazione quando il profumo inebriante del burro e del cioccolato ha cominciato a uscire dal forno per conquistare tutta la casa!

Il dazio che io e lo chef abbiamo pagato per questa iniziazione alle dolci delizie statunitensi è stato una lezione su "Pasta al pomodoro: istruzioni per l'uso" e "La moka: un amico in cucina"!

L'ho sempre detto che gli scambi culturali sono una gran cosa ;-)

Chocolate Chip Cookies

mercoledì 4 agosto 2010

Buone Vacanze

Approfitto di questa finestra virtuale per augurare a tutti (lettori, amici, ma anche a chi finisce qui per caso) delle buone vacanze. Le mie sono state qualche settimana fa ma so che con l'arrivo di agosto molti di voi hanno fatto le valigie e preso il largo per paesi lontani o spiagge/montagne vicine.

Buone vacanze, riposatevi, ricaricate le pile (e staccate le spine del pc) e ci ritroviamo presto on line!

Io sarò sempre qui e penso che di tanto in tanto posterò qualcosa dalla mia estate parigina.

Un abbraccio a tutti :-)

martedì 27 luglio 2010

Quando il pescivendolo è in vacanza

Fine luglio. La città inizia a svuotarsi, molti residenti sono già partiti per le agognate vacanze e a poco a poco tutti si fermano per le ferie (anche dette congés annuels).

Può capitare quindi di andare al mercato rionale per la spesa con una lista ben precisa di verdura, frutta e pesce da acquistare e restare con un palmo di naso scoprendo che i nostri fedeli fornitori non ci sono. La scena che si presenta è quasi desolante. Piazzole vuote e - ovviamente - nessun cartello, nessun debole segnale di speranza che ci dice "Il tuo amato Michel tornerà con il suo carico di tomates e pommes alla fine di agosto, nel frattempo buona fortuna!".

Ok... nulla è irreparabile, ma come fare se la cena già decisa prevedeva un menù quasi esclusivamente di pesce e il pescivendolo è già in vacanza?

In questi casi io faccio intervenire il mio personalissimo "SOS marito" :-) perché è innegabile che lui sia in grado di risollevare le sorti delle nostre pietanze e contemporaneamente del mio morale. Quindi l'atra sera ha tirato fuori dal cilindro una cena improvvisata di Sushi senza il pesce. Le combinazioni meritano di essere perfezionate in futuro, ma solo perché non avevamo tutti gli ingredienti necessari (l'avocado che avevo in frigo e sul quale contavo per i nostri maki era iperlegnoso grrr... quindi è rimasto lì in attesa di essere trasformato in guacamole).

La maggiore complessità nel preparare il sushi è indubbiamente la cottura del riso. Un consiglio dettato da vari esperimenti: seguite alla lettera le istruzioni dei produttori di riso, armatevi di tanta pazienza zen e cercate di approfittare dei momenti che passerete con le mani a mollo per una pseudo - meditazione. Il resto è solo questione di esercizio e fantasia. Dentro i maki può potenzialmente andare qualsiasi combinazione d’ingredienti, fate attenzione a non riempirli troppo altrimenti rischiano di non chiudersi o di essere enormi.

La buona notizia, oltre al fatto che la cena è stata buona e fantasiosa, è che la tipa delle patate (che mi abbandona per le ferie la settimana prossima) mi ha dato una dritta: il pescivendolo rientrerà in città a inizio agosto!

Maki improvvisati

mercoledì 21 luglio 2010

Souvenirs d'estate, buoni propositi e pesto alla trapanese

Mi sembra stranissimo dover già dichiarare che le vacanze sono finite e non è neanche la fine di luglio :-(

Volente o nolente, la verità è questa. Siamo tornati a Parigi, le valigie sono in ripostiglio, le foto sono state scaricate adeguatamente sul pc e quel minimo di colorito frutto di passeggiate e di brevi sedute spaparanzata al sole sta già pensando di abbandonarmi. Niente tristezza però. Siamo pur sempre nella ville lumière e tra i buoni propositi post-vacanze c'è anche quello di approfittare al 100% delle possibilità che la città offre. Ad esempio visitare qualche piccolo museo tentando di evitare la fiumana di gente che ha inesorabilmente invaso Parigi, cenare al fresco ai tavolini di un bistrot del Marais (e realisticamente sperare di non essere affumicata dai miliardi di fumatori... lo so che è uno stereotipo ma purtroppo credo che i francesi abbiano le sigarette nel DNA, forse fa parte del patrimonio genetico insieme al fatto di essere magri e col nasino all'insù), approfittare degli ultimi giorni di super saldi per scovare un capo d'abbigliamento assolutamente unico, cheap e della mia taglia. Vabbe' su quest'ultimo punto è meglio perdere da subito le speranze... avrei più probabilità di sbancare l'Euromillions (versione straniera del Superenalotto).

Ciò che mi porto dietro da queste due settimane italiane è come sempre un bagaglio fatto di affetti, di lunghe chiacchierate fino a tardi, di sorrisi di amici. Ma ci sono anche i colori dei campi di grano in provincia di Pordenone, le vigne che si estendono a perdita d'occhio sulle colline venete. Come dimenticare poi i cjarsons e il loro inebriante profumo misto di cannella e affumicato che esprime il carattere deciso ma al tempo stesso delicato e sorprendente di un'intera regione? E la pizza, rigorosamente cotta al forno a legna, che è sempre la prima tappa obbligata di ogni soggiorno milanese. E... i pizzoccheri, perché anche se ci sono quasi quaranta gradi ad alcuni peccati di gola non si può rinunciare!

Il ricordo più singolare e dolce di quest'estate sarà senza dubbio il suono delle cicale e dei grilli. Prima non avevo mai prestato particolare attenzione a quanto sia rilassante sentire in lontananza il frinire di questi piccoli insetti, certo a farci compagnia c'erano anche interi battaglioni di zanzare ma la poesia del momento non ne è stata troppo scalfita!
Quindi, essendo di nuovo in città, non ho potuto fare a meno di trasferire ai fornelli la voglia di prolungare idealmente la vacanza. Mi sono spostata però qualche chilometro più in giù per una pasta estiva tradizionale della mia regione che ha il merito di poter essere preparata velocemente e a freddo. Quando la voglia di accendere i fuochi latita il pesto alla trapanese è una bella soluzione che mi riporta in riva alle spiagge dell'amata Sicilia... enjoy it!

Linguine al pesto alla trapanese

martedì 13 luglio 2010

Un brindisi alla normalità

Siamo in vacanza in Italia da una settimana e, dopo tempo immemorabile, ho sperimentato le gioie dell'essere davvero off line. Niente computer, internet, wi-fi o qualsiasi altra forma di tecnologia per abbondantissimi sette giorni. In compenso tante passeggiate, chiacchiere 'live' con gli amici che di solito sentiamo per telefono e cene luculliane.

Seppur immersa nei baccanali non ho dimenticato però la promessa fatta su questo blog qualche tempo fa e mi sono data ai giri per le librerie italiane alla ricerca di esemplari di libri 'geneticamente modificati' come quelli trovati all'estero.

Beh, a me sembra che la situazione sia sotto controllo. Le "Piccole Donne" sono sempre le stesse e fanno compagnia ai vari "Moby Dick" e "Giro del mondo in ottanta giorni". Non che gli scaffali italiani siano immuni da stranezze, però non si arriva agli estremismi francesi.

Ho scoperto l'esistenza di una tale Valentina che, da quanto dichiarano i titoli dei libri, deve essere una ragazzina iperattiva dato trova il tempo per fare la velina, essere rapita e... sposarsi!

Tra le nuove collane per ragazzi non mancano quelle dedicate a sogni e aspirazioni dei giovani del 2010. Anche su questo fronte nulla di rivoluzionario, infatti il grande classico "Da grande farò il calciatore" (o la ballerina per le femminucce) rimane in cima alla lista dei desiderata.

Un premio per la fantasia lo merita invece l'autrice di un libro che ha catturato la mia attenzione tra quelli di narrativa straniera. Cosa mai accadrà andando in giro per negozi con Jane Austen? L'armadio scoppierà di crinoline e busti? (Facendo una rapida ricerca on line sull'autrice sono finita qui. Io qualche riflessione sul personaggio l'ho fatta... voi che ne dite?)

Tutto sommato mi sento tranquilla: le letture dei giovani italiani sono al sicuro almeno per quest'estate!

La momentanea conclusione della mia indagine ha meritato un brindisi al sapore di ribes rosso e lime. Un long drink analcolico velocissimo da preparare e super rinfrescante, ideale per i lunghi pomeriggi estivi.

Ps: l'altra sera un brivido mi ha percorso la schiena quando, nel bel mezzo di una cena, un'amica ha dichiarato: «Mio fratello mi ha regalato "Orgoglio e pregiudizio e i vampiri"». É il sintomo di una prossima invasione degli alieni editoriali anche da noi???

Cranberry & Lime long drink