mercoledì 27 novembre 2013

Torta morbida con mele e noci, per dire arrivederci.


Quando una persona ci lascia non c’è molto da aggiungere al dolore, alla tristezza, allo spaesamento. La perdita svuota e riempie tutto allo stesso tempo.

Ho sempre notato come i giorni immediatamente successivi alla morte di una persona cara fossero pieni di cose da fare. La quotidianità, la burocrazia, la ricerca di ordine che s’intromettono a forza nella vita di chi resta per ancorarlo al presente e non permettergli di abbandonarsi al dolore, ai pensieri.

Ho perso mia nonna pochi giorni fa, la mia unica nonna ancora in vita. 95 (quasi 96) anni di tenacia e combattività. Una scomparsa non improvvisa ma che comunque ha lasciato in me e forse anche nel resto della famiglia, nel nostro bizzarro matriarcato - perché in quel ramo di parenti non c’è storia, noi donne siamo la maggioranza -, la sensazione di guardarci negli occhi e dirci “e ora?”.

Perché, inutile negarlo, certe persone tengono insieme le altre. Ci sono e basta quello perché un filo invisibile annodi pensieri e destini di figli, generi, nipoti.


Da Milano sono stata mio malgrado una spettatrice distante di questo lutto e non essere lì, anche se per seri motivi, mi ha addolorato. So che quando la porta del terzo piano si aprirà per me la prossima volta non ci sarà nonna ad aspettarmi in salotto, curiosa di vedere mio figlio crescere, quasi vergognosa del suo essere ogni giorno un po’ meno indipendente pur restando incredibilmente testarda e “comandina” fino all’ultimo. Mi mancheranno le colazioni in cucina, il tavolo di marmo che oggi fa così vintage e che per me sarà sempre IL tavolo, quello in cui la pasta la tirava il nonno (unico uomo in un gineceo). La zuccheriera panciuta con i manici dorati e i piatti bianchi con il bordino blu. Il “fornetto” che credevo essere un accessorio presente in ogni cucina che si rispetti e invece lo chef non aveva mai visto (ma che oggi abbiamo anche noi, dono ovviamente della nonna).

Se io, figlia degli anni Ottanta, ho avuto una dote come si deve è anche merito di nonna, che mi ha munita di decine di pentole ben prima del fatidico sì (credo che la mia batteria abbia soggiornato nel suo ripostiglio almeno cinque anni, forse la nonna era stata troppo ottimista :-). Lei - nata nel 1918, laureata e lavoratrice - è stata senza rendersene conto molto moderna, eppure resterà nei miei ricordi come la nonna classica, quasi da stereotipo. Quella che cucina, che programma settimane di pranzi e cene appena sa che arrivano i nipoti, che t’insegna a leggere prima delle maestre e arriva in soccorso della mamma quando le malattie fiaccano i piccoli di casa.

La sua cucina era semplice, a tratti ripetitiva, e per questo talvolta ci divertivamo a prenderla in giro. La pasta alla norma o al forno, le cotolette o l’arista. So che ci mancheranno, a me senz’altro.

Sabato, mentre mia mamma e le mie zie la salutavano, io ho fatto una torta con mio figlio, perché la vita va avanti e perché tutto quello che vi ho raccontato non è che una piccolissima parte dei ricordi e delle emozioni che porterò sempre con me.

Ciao nonna.

Torta morbida con mele e noci
  • 2 mele golden (circa 380 gr) 
  • 50 gr gherigli di noci 
  • 80 gr mascarpone 
  • 70 gr burro 
  • 120 gr zucchero semolato 
  • 150 gr farina 00 
  • 3 uova (180 gr) 
  • 10 gr lievito per dolci 
Lavorare in una ciotola, meglio se con le fruste elettriche, il burro a temperatura ambiente e lo zucchero fino ad ottenere un impasto spumoso. Aggiungere il mascarpone e amalgamare bene, incorporare poi poco per volta le uova sbattute e la farina unita al lievito, continuando a mescolare affinché l'impasto risulti omogeneo e senza grumi. Per ultime aggiungere le mele sbucciate e tagliate a tocchetti e i gherigli di noce tritati grossolanamente, tenendone alcuni da parte. Imburrare e infarinare uno stampo da torta di 18 cm di diametro, versare l'impasto e decorare con i gherigli interi. Cuocere in forno preriscaldato a 180 C° per 40-45 minuti circa, controllando con uno stecchino la cottura. Io ho usato il forno statico ma prossima volta proverò con il ventilato per avere una torta più asciutta, voi regolatevi sul vostro forno mi raccomando!

16 commenti:

  1. Il cibo ci tiene legati a noi stessi e traccia trame che ci uniscono alle generazioni passate che poi sono la somma delle moltitudini fino ad arrivare all'umanità.
    Il cibo ha la grandissima dote di saper scomporre l'umanità in comunità sempre più piccole, fino a riportarci all'individuo, in questo caso tua nonna.
    I ricordi sono preziosi, saperli riprodurre in un morso un privilegio.
    Ti abbraccio.

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    1. grazie anna per il tuo pensiero e per aver espresso così bene la forza del legame cibo-sentimenti-persone.
      un abbraccio forte

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  2. Mi spiace per tua nonna, posso capire perfettamente, la mia è scomparsa 3 settimane fa.
    Ti abbraccio
    Luca

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    1. Caro Luca grazie e un forte abbraccio anche a te. Queste nonne, queste donne così forti, sono davvero importanti in molte famiglie e me ne sto rendendo conto sempre più anche da ciò che mi dicono le persone intorno a me.

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  3. cugina...mi hai fatto piangere....tra i ricordi aggiungo le patate fritte tagliate col taglia patate, gli arancini fatti in casa che "mangiane anche 10 tanto sono genuini" e le cene cucinate al volo, prima che mamma o papá venissero a prenderci...e loro che di fronte al fatto compiuto dovevano aspettare ancora prima di tornare a casa la sera.....ora il mio contrappasso è trovare mia figlia con la pasta nel piatto la sera e rassegnarmi all'attesa.....perchè le generazioni passano, ma la nonna è sempre la nonna. Ciao nonna.......e grazie. Luisa

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    1. Cara cugina che dirti? potremmo passare ore a ricordare insieme le tante belle cose della nostra infanzia, perché davvero ci sono stati tanti momenti speciali. è un privilegio e l'ho realizzato proprio in questi giorni tristi.
      un abbraccio fortissimo a te e alla tua stupenda figlia

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  4. Claudia come sempre fai andare le parole in modo così naturale che mi sembra di averti qui davanti per la pausa caffè.
    Capisco la sensazione e cambierà poco negli anni. Io penso a mia nonna quando sono all'estero e vedo le cabine telefoniche perché era da lì che la chiamavo quando ero in viaggio. E mi viene ancora il magone. La vita va avanti, certo. Ma è bello fare una torta in onore delle persone care, la cucina serve anche a questo :*

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    1. grazie Monica. Sai che io e le parole siamo amiche, a volte riesco a trovare serenità solo scrivendo. O facendo una torta...
      baci

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  5. Intanto un abbracciotto per questo triste momento. Anche mia nonna ha quasi 96 anni e per problemi di testa l'abbiamo dovuta mettere in una casa di cura, ma mi si è spezzato il cuore nonostante mi rendessi conto che non la si potesse più lasciare da sola!!! (Il mio primo blog l'avevo aperto proprio dopo un grande lutto, cucinare era l'unico modo per smettere di piangere...)
    E questa torta ricorda davvero l'affetto dei cari!!!!
    Un abbracciotto

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    1. cara Mila, vedere spegnersi le persone care è forse uno dei dolori più forti che si può provare perché cambiano, non sono più le persone che conoscevamo.
      Per fortuna abbiamo i ricordi e la possibilità di trovare in questi conforto.
      grazie per il tuo pensiero

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  6. Un post davvero prezioso, grazie per la condivisione. Un abbraccio

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  7. Claudia.....bellissimo!
    Mille baci, sara

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  8. Sono in ufficio, ma incuriosita da questa ricetta ho aperto il tuo blog.
    La ricetta francamente non sono ancora arrivata a leggerla, ma circondata da colleghi ignari che ora mi guardano mentre le lacrime sgorgano spontanee, mi è venuta voglia di abbracciarti.. sorella degli anni '80.

    Grazie.
    Chiara

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    1. grazie Chiara per il tuo abbraccio virtuale e per avermi riportata su questa pagina in un venerdì mattina che sembra così lontano dal giorno in cui nonna è andata via e invece tutte quelle sensazioni sono sempre lì. Oggi è stato bello ritrovarle.

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